lettera Bartleboom
della scrittura e della lettura creat(t)iva

ago
05

Sappiamo benissimo di aver scritto molto poco su questo blog in questi mesi.
Sappiamo di essere stati colpevolemnte assenti, un po’ per colpa nostra e un po’ per le bizze della vita.
Però ci teniamo a farvi sapere che non siamo finiti e che torneremo presto e magari con una nuova veste.
Quest’ultima cosa non la garantiamo però.
Nel frattempo leggete e scrivete.
Ciao a tutti

mar
04

Magari il foglio bianco di Word non ha lo stesso fascino di un foglio di carta, ma un pc, magari collegato ad Internet ha dei suoi vantaggi.
Abbiamo già detto che è opportuno decidere di dedicare un tempo minimo alla scrittura ogni giorno.
Difficilmente scendo al di sotto dei sessanta minuti ogni giorno, ma voi potete decidere diversamente. Non è questo l’importante.
Un altro dei miei rituali è quello di sentire la mia musica preferita.
Ho delle liste di ascolto già pre-registrare su finetune ed un account su Last.fm.
La scelta del mezzo dipende da cosa devo scrivere.
Se ho un soggetto in mente allora uso finetune, se, invece, devo lasciar libera la fantasia allora è meglio last.fm.
Quali sono i miei gruppi o canzoni preferite ?
Aspettate un po’ per saperlo.

mar
04

facciamo una pausa, dopo aver preso un po’ troppo tempo prima di tornare a questo blog, per segnalare Scrivere della De Agostini.
Ho preso solo il primo numero, per confrontarla con i vecchi volumi di scrivere che ho collezionato anni fa e, fortunatamente, non sono la stessa cosa.
Creata in collaborazione con la mitica scuola Holden, fondata da Alessandro Baricco, scrivere è un’opera che oltre a trattare di scrittura creativa, si occupa di scenggiatura, di giornalismo.
Davvero una bella idea, che sarà corredata da DVD e libretti specifici della stessa Holden.
Io mi sono già abbonato….

feb
05

E’ meglio chiarire una cosa non si scrivono dei capolavori tutti i giorni, anzi è più quello che si butta di quello che si tiene o si conserva.
Ma anche i “rifiuti” hanno la loro utilità, sono comunque dei passi in avanti per scrivere un capolavoro.
Thomas Edison a propositi dei suoi esperimenti falliti sulla elettricità diceva: “Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.”.
Thomas Edison aveva capito che sempre un atteggiamento positivo unito ad un metodo chiaro di lavoro è quello che ci vuole per realizzare il proprio sogno.
Quello che illustrerò qui (ed anche in altri post) non è IL METODO, ma è il mio personalissimo metodo.
Nessun uomo è uguale agli altri, per cui, molto probabilmente, quello che va bene a me potrebbe non essere adatto ad un altro.
L’importante è avere un metodo, senza non si va da nessuna parte.
“Non esiste alcun espediente con cui un uomo riuscirà ad evitare la fatica di pensare.”. E’ sempre Edison che ci ammonisce.
Il primo passo è quello di riservare uno spazio quotidiano alla scrittura.
Non importa se di mezz’ora o di otto ore.
Prendete l’abitudine di costruirvi un piccolo spazio tutto per voi.
L’importante è che sopra il vostro tavolo, scrivania o altro non ci sia nessun altra cosa che possa distrarvi dallo scrivere.
Ricordate che siete li per scrivere.
Non importa se scrivete una riga oppure 500 pagine, l’importante è farlo.

gen
28

Certe volte non lo si avverrte eppure c’è.
Qualche volte lo si sente, ma si pensa sempre non sia importante.
Purtroppo è una cosa di cui dobbiamo essere sempre certi.
Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, qualcuno sta scrivendo qualcosa.
La competizione è davvero globale.
Ovviamente non vince chi arriva primo nella gara della scrittura, ma chi scrive meglio.
Per migliorare la scrittura bisogna allenarsi a scrivere, ma se non ci si allena si perde sicuramente.
Quindi se volete migliorare è necessario fare alcune cose in maniera metodica e sistematica:
1. dedicare una parte della vostra giornata alla scrittura;
2. procurarsi almeno un piccolo block notes dove scrivere le vostre idee;
3. avere un buon computer con un buon programma di scrittura.
Questo è il minimo indispensabile.
Nei prossimi post descriverò il mio metodo.
Ovviamente il mio metodo vale solo per me e non vuole essere un vangelo.
Può dare degli spunti.

gen
11

Il commento di Jessica al post precedente ci permette di dirvi una cosa: non smettete mai di scrivere.
Non si inciampa sempre in un capolavoro od anche in una storia degna di essere raccontata.
Ma non per questo bisogna darsi per sconfitti.
Bisogna andarli a scovare.
E’ dall’inizio che diciamo e ripetiamo che lo scrivere è fatica e metodo, oltre che ispirazione e talento.
Per questo lo ripetiamo: non smettete mai di scrivere.
Non importa che siano storie, racconti, romanzi, poesie, articoli o post di un blog.
Scrivere è come allenarsi.
Non si diventa un maratoneta in un giorno, ma senza iniziare a correre non si diventa mai un maratoneta.
Ci vuole costanza ed allenamento.
Grazie alle nostre parole Jessica ha revocato la sua decisione di smettere di scrivere, confessiamo che un regalo migliore non potevamo sperarlo.

gen
04

Abbiamo parlato di supereroi, ma solo per fare un esempio di come si possa “costruire” una storia e cominciare ad abbozzare dei personaggi.
Era un esempio, non un metodo.
Era un esempio per farvi capire che i vostri personaggi vi stanno aspettando.
Spesso il lavoro dello “scrittore” è paragonabile a quello del minatore: la vostra pietra preziosa vi sta aspettando, aspetta solo che la strappiate dalla terra.
Non avete fantasia?
Non ci crediamo, ma fingiamo che sia vero.
Ebbene cominciate ad osservare le persone, specialmente sconosciuti, che incontrate ed iniziate a porvi delle domande su di loro.
Cosa hanno fatto prima del vostro incontro, cosa hanno mangiato, che lavoro fanno, quale è il loro nome. In pratica qualunque cosa vi passi per la mente.
Domandatevi, rispondetevi e prendete appunti.
Lentamente i vostri personaggi si faranno strada dentro di voi… e finiranno nei vostri racconti.

dic
29

Per iniziare a costruire le vostre storie, non c’è niente di meglio che cominciare dalle vostre passioni. Iniziando dalle vostre passioni, infatti, non si correrà il rischio di annoiarci, di stancarci e di rimanere senza idee.
Vi piace ballare ?
Ebbene il vostro personaggio sarà un ballerino.
Sarà famoso ? Cercherà di entrare in una compagnia rinomata ? E’ giovane e magari vuole partecipare al reality “Amici” ? Si deve riprendere da un infortunio ?Vedete quante domande (e quante storie) si possono fare su di un ballerino.
Volete diventare avvocati ?
Il vostro personaggio allora sarà un avvocato.
Famoso ? In cerca di gloria ? novizio ? idealista o senza scrupoli ? battagliero? difende un innocente oppure un colpevole?Tra le varie passioni che ho vi è quella dei supereroi.
Il mio immaginario è popolato da Superman, Batman, l’Uomo Ragno, gli X-men, Capitain America e tantissimi altri.
Ma i miei supereroi non sono solo quelli esistenti, anche io ne ho inventati moltissimi.
Per esempio unendo l’idea dei viaggi nel tempo alla Terminator e l’idea dei mutanti alla X-men, ho creato Missionary.
Missionary è un mutante con il potere di risvegliare il gene mutante latente dentro gli uomini. Ma Missionary è anche un guerrigliero di una guerra che si dovrà combattere contro una razza aliena. Una razza aliena che invaderà la terra nel 2016.
Egli è stato spedito nel passato per creare un esercito di superesseri in modo che gli stessi alieni possano trovare una resistenza adeguata quando invaderanno.
Poichè l’unico modo per risvegliare il gene mutante latente però è quello di indurre uno stato di morte temporanea nel soggetto portatore di tale gene, per questo Missionary viene scambiato per un serial killer ed è braccato dalla polizia.
Credo che ci sia abbastanza materiale per scrivere un buon fumetto od un buon romanzo di fantascienza.
Ma anche con i supereroi tradizionali si possono creare tali storie alternative, dette con una espressione inglese “What if…”, (cosa sarebbe successo se…).
Volete un esempio di possibile “what if…” ?
Cosa sarebbe successo se il razzo che portava Superman da Krypton piuttosto che cadere in America ed essere raccolto dai Kent, fosse caduto in Germnia e fosse stato trovato da Hitler ?

dic
27

Tranquilli, non lavoriamo per una compagnia telefonica.
Il titolo di questo post, però, ci permette di aprire gli occhi su una delle verità più grandi e più chiare della scrittura creativa.
Come tutte le grandi verità è sotto i nostri occhi, ma non ce ne accorgiamo.
La storia che stai cercando, i personaggi che inseguite, lo spunto che volevate, la parola che bramate è intorno a voi.
Basta guardarsi intorno.
L’ispirazione ci sta aspettando, ma siamo troppo occupati a cercarla per accorgercene.
Basta osservare ciò e chi è intorno a noi.
Certamente, però, non basta solo vedere.

dic
20

Quando si parla con qualcuno che scrive o ha pubblicato dei libri, la maggior parte delle persone si schernisce dietro frasi come “anche a me piacerebbe, ma non so scrivere”, oppure “io non potrei mai scrivere perché non ho immaginazione.”, od anche “è la mia natura, non posso farci niente”
Se siete tra coloro che usano questi o analoghi argomenti devo darvi una brutta notizia: queste sono delle vere e proprie scuse.
Tali frasi sono la zavorra di cui è necessario liberarsi per crescere. Quando si usano tali frasi, si omettete di dire la conclusione: “intendo rimanere così come sono sempre stato.”.
Questo è un comportamento arrendevole. Sono dei pretesti per non fare qualcosa.
E’ il tipico atteggiamento che usiamo per evitare un certo tipo di attività.
Tali “etichette” ci permettono di scansare la fatica e il rischio inerente al tentativo di cambiare.
Tali autocommiserazioni negative generano un negativo circolo vizioso:
• non so scrivere
• stasera voglio cominciare scrivendo un romanzo
• inizio a scrivere
• (dopo 15 minuti) ho scritto solo una pagina
• perché ?
• non so scrivere
Questo “infernale” circolo vizioso alimenta la frustrazione e l’inefficenza.

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