Perchè lettera Bartleboom

Perchè lettera Bartleboom ?
Anzitutto perchè ci piaceva.
Poi perchè al suo interno vi sono una serie di citazioni e rimandi letterari alti e bassi.
“lettera” è in omaggio ad un bellissimo ricordo della mia infanzia.
Una citazione alla mia mitica “lettera 35” della Olivetti.
La mia prima macchina da scrivere, quella con cui ho iniziato a giocare con le lettere.
E’ un omaggio a quella atmosfera magica che questa macchina da scrivere sapeva creare, alla sinfonia dei suoi ticchetti ed all’armonia dei suoi scampanelli alla fine della riga.
Di fronte a quei tasti immaginavo di essere uno scrittore famoso al lavoro sul suo capolavoro, oppure un giornalista, inviato in una zona di guerra, teso a scrivere i suoi reportage.
Ma potevo essere anche un poliziotto o un impiegato.
Non era una macchina da scrivere, ma una macchina del tempo. Qualcosa di magico.
Una magia ed una atmosfera che non ho più ritrovato.
Bartleboom?
Abbiamo preso ad ispirazione il personaggio creato da Alessandro Baricco in Oceano mare.
Ismael Adelante Ismael prof. Bartleboom, questo è il nome completo del nostro personaggio.
Un personaggio che è a sua volta frutto di citazioni letterarie.
Bartleby è il protagonista di un romanzo, (Bartleby lo scrivano), di Hermann Melville.
Lepold Bloom è, invece, il protagonsita dell’Ulisse di Joyce.
Bartleby+Bloom = Bartleboom.
Citazione melvilliana è anche presente nel doppio Ismael del nome del personaggio di Baricco.
“Chiamatemi Ismaele.” E’ l’incipit di Moby Dick.
Ma l’arcano del nome non è finita qui, poichè anche George Perec nel suo capolavoro “La vita, istruzioni per l’uso” ha come protagonista il miliardario Bartlebooth.
Ma anche questo personaggio è debitore di un’altra figura letteraria, guarda caso anch’egli un miliardario, partorita dalla fantasia di Valery Larbaud: A.O. Barnabooth.
Non solo per le ricchissime e nascoste citazioni letterarie ci piace Bartleboom, anche per la sua particolare caratteristica romantica, come descrittaci da Baricco, di scrivere ogni sera lettere d’amore ad una sconosciuta donna, la sua amata. E’ questo suo tratto romantico, questo amore totale e totalizzante che, pur non conoscendo il nome e cognome dell’amata, è sicuro che ella esiste e lo sta aspettando.Noi non scriviamo lettere d’amore, almeno qui in questo spazio virtuale, ma ci piace pensare di essere come Bartleboom seduto nella sua stanza al primo piano, l’ultima in fondo al corridoio, di fronte alla finestra, che scrive le sue quotidiane lettere d’amore mentre la marea cresce.
Anche Ora sapete perché questo blog si chiama lettera Bartlebbom.
p.s.: ancora ho conservato la mia lettera 35
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