La scusa del “mi piacerebbe, ma non so scrivere”.

Quando si parla con qualcuno che scrive o ha pubblicato dei libri, la maggior parte delle persone si schernisce dietro frasi come “anche a me piacerebbe, ma non so scrivere”, oppure “io non potrei mai scrivere perché non ho immaginazione.”, od anche “è la mia natura, non posso farci niente”
Se siete tra coloro che usano questi o analoghi argomenti devo darvi una brutta notizia: queste sono delle vere e proprie scuse.
Tali frasi sono la zavorra di cui è necessario liberarsi per crescere. Quando si usano tali frasi, si omettete di dire la conclusione: “intendo rimanere così come sono sempre stato.”.
Questo è un comportamento arrendevole. Sono dei pretesti per non fare qualcosa.
E’ il tipico atteggiamento che usiamo per evitare un certo tipo di attività.
Tali “etichette” ci permettono di scansare la fatica e il rischio inerente al tentativo di cambiare.
Tali autocommiserazioni negative generano un negativo circolo vizioso:
• non so scrivere
• stasera voglio cominciare scrivendo un romanzo
• inizio a scrivere
• (dopo 15 minuti) ho scritto solo una pagina
• perché ?
• non so scrivere
Questo “infernale” circolo vizioso alimenta la frustrazione e l’inefficenza.
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