lettera Bartleboom
della scrittura e della lettura creat(t)iva

Come, ovvero il mio metodo (1)

E’ meglio chiarire una cosa non si scrivono dei capolavori tutti i giorni, anzi è più quello che si butta di quello che si tiene o si conserva.
Ma anche i “rifiuti” hanno la loro utilità, sono comunque dei passi in avanti per scrivere un capolavoro.
Thomas Edison a propositi dei suoi esperimenti falliti sulla elettricità diceva: “Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.”.
Thomas Edison aveva capito che sempre un atteggiamento positivo unito ad un metodo chiaro di lavoro è quello che ci vuole per realizzare il proprio sogno.
Quello che illustrerò qui (ed anche in altri post) non è IL METODO, ma è il mio personalissimo metodo.
Nessun uomo è uguale agli altri, per cui, molto probabilmente, quello che va bene a me potrebbe non essere adatto ad un altro.
L’importante è avere un metodo, senza non si va da nessuna parte.
“Non esiste alcun espediente con cui un uomo riuscirà ad evitare la fatica di pensare.”. E’ sempre Edison che ci ammonisce.
Il primo passo è quello di riservare uno spazio quotidiano alla scrittura.
Non importa se di mezz’ora o di otto ore.
Prendete l’abitudine di costruirvi un piccolo spazio tutto per voi.
L’importante è che sopra il vostro tavolo, scrivania o altro non ci sia nessun altra cosa che possa distrarvi dallo scrivere.
Ricordate che siete li per scrivere.
Non importa se scrivete una riga oppure 500 pagine, l’importante è farlo.

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